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Siamo semplicemente un gruppo di amici e amiche che hanno a cuore il nostro paese. 

Da qualche tempo ci incontriamo per valutare azioni concrete di partecipazione alla vita amministrativa di Albino, anche in vista delle Comunali del 9 giugno 2024.

LE ULTIME

LE BUONE PRATICHE DA "COPIARE"

LIBRETTO GENTE COMUNE

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Fabio Gualandris (candidato sindaco)

C'è un imprevedibile

davanti a ogni inevitabile

Fabio Gualandris nasce ad Albino l’ultimo giorno dell’anno 1961.
Sposato con Francesca, hanno cinque figli.

Non è semplice raccontare Fabio, ne sottolineiamo solo alcuni aspetti.

Volontariato
Fin da ragazzo mostra attenzione al sociale e all’ambiente, impegno trasmesso dalla famiglia d’origine e dalla realtà oratoriana. Si ricordano sul finire degli anni settanta le prime raccolte differenziate organizzate con il gruppo missionario locale, erano iniziative a sostegno dei missionari albinesi, ma ancora non c’era la percezione che quello era anche impegno ambientale. Da dieci anni è custode della chiesa di sant’Anna prendendosi pure cura degli spazi pubblici limitrofi.

Lavoro
Nel 1980, dopo la maturità, lavora come dipendente per due amministrazione comunali: prima ad Albino in progetti mirati; successivamente ad Alzano lombardo seguendo edilizia privata e lavori pubblici. Ma il suo sogno era la grafica.
A inizio anni Novanta il grande salto, sia lui che la moglie Francesca lasciano il “posto fisso” per dedicarsi pienamente a famiglia e lavoro autonomo.
Apre uno studio di grafica editoriale e pubblicitaria; lavora per le più importanti case editrici italiane realizzando illustrazioni per testi scolastici. Nel 1995 apre un mensile dedicato ad Albino, “Microfono aperto”; recependo l’importanza di un’informazione puntuale, dopo circa un anno anche il notiziario comunale passa da bimestrale a mensile, e proprio Fabio ne curerà grafica, stampa e diffusione. Impegni che continuano fino ai giorni nostri: dal 2018 collabora con il settimanale cartaceo e online primaBergamo (ex Bergamo post) come corrispondente da Albino; da oltre dieci anni è admin (amministratore) di social media locali, tra questi “Sei di Albino se…” e “Paese mio Bg”, entrambi con oltre 9mila iscritti.

Passioni
Ancora in molti ricordano il concerto albinese di Vasco Rossi nel 1981, come quello a Bergamo nell’83 in un teatro tenda da 7mila posti montato e smontato in un giorno, ma sono molti i protagonisti della musica italiana portati live ad Albino da Fabio, ricordiamo Sergio Endrigo, Finardi, Garbo, Nomadi (a Nembro), Pfm (a Bergamo), Banco del mutuo soccorso, Camaleonti, New Trolls, Dik Dik…
Citiamo anche alcune rassegne, da lui curate, che hanno animato per tanti anni le terre di Albino: 25 edizioni di cinema all’aperto con il Comune; nel 2017 il Drive-In (per la prima volta in ValSeriana) sul tetto di un supermercato; 15 raduni nazionali dei madonnari con i Frati Cappuccini; 4 festival internazionali degli artisti di strada con Le botteghe di Albino. Ma anche contest fotografici, musicali e cinematografici, a livello locale e nazionale, nonché produzione di audiovisivi.
In una fase della vita ha perfino tentato la via della canzone incidendo, con un gruppo tutto albinese, “Pertini Dance”, pezzo di Italo Dance finito recentemente nella colonna sonora del film “Pertini – Il combattente” prodotto da Sky Cinema, tuttora su Rai Play.
Insomma, se ha un’idea non si rassegna a che resti tale… e così che si arriva a oggi.

Gente comune
Un’idea di cittadinanza attiva, esterna ai partiti politici tradizionali, con alla base il rispetto e la cura del territorio.
Segue una breve dichiarazione di Fabio Gualandris.
«Abbiamo preso come motto questa frase: “C’è un imprevedibile davanti a ogni inevitabile”. È di padre Antonio Loffredo, per vent’anni parroco del Rione Sanità a Napoli; la disse parlando di un’esperienza tra le più innovative in Italia, vissuta insieme ai giovani del quartiere e partita dalla riqualificazione di un bene abbandonato: le Catacombe di san Gennaro. Per Abbazia, Albino, Bondo Petello, Casale, Comenduno, Desenzano al Serio, Dossello, Fiobbio e Vall’Alta quell’imprevedibile ci auguriamo possa diventare “Gente comune”, progetto civico pensato già prima della pandemia, messo nero su bianco l’estate scorsa, in fase di costruzione dal basso, aperto a tutti. Come disse Adriano Olivetti, “L’esperienza occorre pagarsela con il rischio, l’audacia, la fantasia”, parole che infondono coraggio nell’affrontare un impegnativo percorso».